vini della provincia di roma

giugno 16, 2011

L’Impero Romano dà un ulteriore impulso alla produzione del vino, che passa dall’essere un prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si diffondono su gran parte del territorio, e con l’aumentare della produzione crescono anche i consumi. Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla bevanda che conosciamo oggi. A causa delle tecniche di conservazione (soprattutto la bollitura), il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole. In una terra dall’antica tradizione culinaria, dove sin dall’antichità i bagordi avevano come principale alleato il nettare degli dei, non poteva mancare una vasta scelta di vini da abbinare ad ogni pietanza. La zona dei Castelli è quella in cui si produce un ottimo bianco. Il Frascati (ma anche il Velletri e il Colli Albani), ad esempio, che ben si abbina agli ortaggi ma anche ad un buon primo. Con il pesce, ma anche con l’amatriciana, particolarmente indicato è l’Est! Est! Est! di Montefiascone. Tra i rossi, prodotto in provincia di Viterbo, il Genazzano è un vino che ben si sposa con i secondi di carne tipici della cucina laziale. Castelli Romani bianco
Il Castelli Romani bianco è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Latina e Roma. Caratteristiche organolettichecolore: paglierino più o meno intenso odore: fruttato intenso, ricorda l’uva ammostata nel tipo novello sapore: fresco, armonico, secco talvolta frizzante e/o amabile  Cesanese di Olevano Romano Il Cesanese di Olevano Romano è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Roma. Caratteristiche organolettichecolore: rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento. odore: delicato, caratteristico del vitigno di base. sapore: morbido, leggermente amarognolo  Colli Albani
 Il Colli Albani è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Roma. Caratteristiche organolettichecolore: dal giallo paglierino al paglierino scarico. odore: vinoso e delicato. sapore: secco o abboccato o amabile o dolce, caratteristico fruttato. Colli della Sabina
Il Colli della Sabina rosso frizzante è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Rieti e Roma. Caratteristiche organolettichecolore: rosso rubino più o meno intenso
odore: vinoso, gradevole e delicato
sapore: armonico, asciutto, morbido
. Colli Lanuvini Il Colli Lanuvini è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Roma. Caratteristiche organolettichecolore: giallo paglierino più o meno intenso. odore: vinoso, delicato e gradevole. sapore: secco o amabile, sapido di giusto corpo, armonico vellutato. Frascati Il Frascati è un vino DOC la cui prodotto nella zona che comprende il territorio i comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ed in parte quelli di Roma e Montecompatri. Caratteristiche organolettiche: colore: paglierino più o meno intenso; odore: vinoso, con profumo caratteristico delicato; sapore: sapido, morbido, fine, vellutato, secco, amabile o abboccato; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11.00 % vol; Marino Il Marino è un vino bianco DOC della Provincia di Roma, che trae nome dall’omonima cittadina di Marino, nell’area dei Castelli Romani. Caratteristiche organolettiche Colore: dal giallo paglierino al paglierino scarico. Odore: vinoso e delicato. Sapore: secco o abboccato o amabile o dolce, caratteristico, fruttato. Velletri Il Velletri rosso riserva è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Latina e Roma. Caratteristiche organolettichecolore: rubino più o meno intenso, tendente al granato per il riserva. odore: vinoso intenso, profumo etereo per il tipo invecchiato. sapore: secco, amabile, vellutato, armonico, giustamente tannico.

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Gustando roma: prodotti tipici

aprile 1, 2011

Roma oltre ad offrire monumenti, musei fino ad ottenere un connubio perfetto tra cultura e storia può vantare di una cucina tradizionale molto gustosa e saporita.La cucina tipica romana è di origine popolare e contadina, così come io suoi prodotti tipici.I prodotti tipici romani suddivisi per categorie sono:

DOLCI

Maritozzo

Il maritozzo è un morbido panino dolce tipico del Lazio, e in special modo di Roma. Il suo nome deriva dalla tradizione di offrire questo dolce in occasione dei maritaggi, cioè dei matrimoni: i futuri sposi lo portavano alle loro fidanzate, che amorevolmente li chiamavano maritozzi, cioè quasi mariti. E’ un classico dolce da caffetteria, semplice o ripieno di crema o panna montata: è ottimo mangiato tal quale, tuttavia il maritozzo con panna è il complemento ideale del cappuccino mattutino delle tipiche colazioni romane.

Castagnole

Sono dolci tipici del Carnevale: le castagnole sono frittelle piccole come castagne e dal soffice interno, facilmente reperibili in tutte le pasticcerie nel periodo che va dall’Epifania al mercoledì delle ceneri.
Sono così chiamate per la loro forma che ricorda vagamente quella di una castagna, vengono preparate e gustate in molte regioni d’Italia anche se con nomi differenti e con piccole variazioni di ingredienti

Ciambelle al vino

L’ impasto é croccante e friabile profumato da semi d’anice, addolcito con del buon vino e ricoperto da granelli di zucchero: sono le tradizionalissime ciambelline al vino. Sono più chiare se impastate con vino bianco, poco più scure se al suo posto viene utilizzato un buon rosso.

Frappe

Sono tipici dolci di carnevale.
Hanno la forma di una striscia, talvolta manipolata a formare un nodo (in alcune zone prendono infatti il nome di fiocchetti). Sono fatte con un impasto di farina che viene fritto o cotto al forno e successivamente spolverato di zucchero a velo.

Grattachecca

È preparato con ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti uno o più sciroppi o succhi di frutta. Deriva il suo nome dal verbo grattare e da checca, termine con il quale un tempo si identificava il grosso blocco di ghiaccio utilizzato per refrigerare gli alimenti quando ancora non esistevano i frigoriferi.

A differenza della granita che viene prodotta con acqua mescolata a sciroppi o succhi e messa a congelare, la grattachecca è composta da ghiaccio grattato da un singolo blocco di grandi dimensioni, anche fino a un metro di lunghezza, con un apposito raschietto provvisto di una camera vuota posteriore che consente di accumulare il ghiaccio grattato così ottenuto. Il contenuto della camera è generalmente sufficiente per riempire un bicchiere e una volta riempito il bicchiere con il ghiaccio così ottenuto viene aggiunto succo di frutta o sciroppo.

FORMAGGI

Caciocavallo

prodotto con latte particolarmente grasso di vacche podoliche (allevate allo stato brado o semi-brado), con una tipica forma a sacchetto, ovale o tronco-conica. Pare che il nome derivi dall’accoppiamento delle provole che, legate assieme, venivano fatte stagionare a cavallo di un bastone orizzontale. Le forme di Caciocavallo si lasciano stagionare da un minimo di 15 giorni ad anche due anni e più, al termine dei quali il formaggio è ricoperto di muffe sotto le quali la crosta è dura e lucente, la pasta compatta e di colore giallo oro intenso, con piccole fessure che lacrimano grasso, con un aroma acuto e persistente ed un sapore pieno e pastoso. Il Caciocavallo può essere piccante o dolce a seconda del caglio usato.

Pecorino

é un formaggio prodotto con latte intero di pecora che inseguito verrà poi termizzato, cioè trattato alla temperatura di 68 gradi celsius per un minimo di 20 secondi. Il latte in questione verrà coagulato utilizzando del caglio in pasta d’agnello proveniente esclusivamente dalla zona di produzione individuata nel disciplinare di produzione; il caglio è una sostanza presente nello stomaco dei giovani ruminanti (vitello, capretto, agnello) e contiene diversi enzimi, tra cui la chimosina, che ha la capacità di far coagulare il latte, ed anche la lipasi gastrica la quale scinde i lipidi presenti nel formaggio, liberando molecole aromatiche che conferiscono al Pecorino Romano un sapore deciso fin da giovane.

Caciotta

formaggio a pasta molle semicotta, di piccole o medie dimensioni, con caratteristica forma cilindrica. Prodotto caseario realizzato con qualsiasi tipo di latte, anche se in origine era esclusivamente derivato dal latte di pecora, può essere proposto sia fresca che semistagionato.

SALUMI

Lonza

IL capocollo o capicollo o coppa è un insaccato, che è presente nel nostro territorio con varie interpretazioni e ricette, ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo del maiale e da una parte della spalla (questo ne giustifica il nome).

Corallina romana

Salume impostato sulla trasformazione delle parti magre del costato e rifilature di spalla, prosciutto e lonza a cui viene aggiunta una quota non inferiore al 20% di lardello.Può essere condito con solo pepe. ma anche arricchito con aglio e finocchio. Il prodotto è principalmente caratterizzato da forma cilindrica lunga, colore rosso cupo con ampie macchie bianche, sapore sapido, peso medio di 600 g, 15 giorni di stagionatura.
Tradizionalmente viene ancora prodotto a Pasqua.

Porchetta

Consiste in un maiale intero, svuotato, disossato e condito all’interno con sale, pepe, erbe aromatiche, e arrostito in forno. La porchetta si consuma tagliata a fette come secondo piatto oppure fuori pasto in panini imbottiti

Guanciale

Il guanciale è un taglio grasso del maiale, ottenuto dalla “guancia”, tra testa e spalla, simile alla pancetta come composizione, in quanto è costituito da tessuto adiposo con una o due vene trasversali di muscolo magro.
Detto anche gota stagionata (gota, in toscano), generalmente viene strofinato con sale, ricoperto di pepe e fatto stagionare per tre mesi. Ha un sapore leggermente diverso rispetto alla pancetta, e una consistenza più dura

Coppiette

Le coppiette sono delle strisce di carne, tagliate con speciali lame, che vengono condite con sale e spezie naturali, e fatte stagionare per sessanta giorni circa


Film che parlano di cucina

febbraio 16, 2011

Per l’ora di pranzo oggi serviamo in tavola 5 pellicole girate e rigirate tra i fornelli. Film ambientati nella cucina di un ristorante o in un laboratorio di pasticceria. Si tratta prevalentemente di “appetitose” commedie perché… mangiare dei golosi manicaretti mette di buon umore. Buon appetito!

RATATOUILLE (2007) = Un giovane topo di nome Remy sogna di diventare un grande chef e si é stabilito in uno dei ristoranti più rinomati di Parigi per reperire del cibo. Deve vedersela però con lo chef, combinandone di tutti i colori, ma si allea inaspettatamente con Linguini un giovane ragazzo che lavora in cucina e che scopre il talento straordinario del topo.

CHOCOLAT (2000) = Tutto comincia nel minuscolo villaggio di Lansquenet, in Francia, dove il tempo sembra essersi fermato a cento anni fa. Un giorno come tanti altri, il vento da nord porta con sè anche Vianne Rocher e sua figlia Anouk. La giovane estranea appena giunta in città apre un peccaminoso negozio di cioccolata dove mette in mostra confezioni irresistibili che risvegliano gli appetiti nascosti e repressi degli abitanti della cittadina. I poteri magici di cui è dotata – che le fanno capire al volo i desideri dei suoi nuovi concittadini per i quali prepara confezioni su misura – persuadono alcuni a cedere piano piano alle tentazioni… In breve tempo, Vianne si fa una reputazione…


JULIE & JULIA (2009) = Julie Powell, una giovane trentenne, ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza così decide di cucinare nell’arco di un anno tutte le 524 ricette del libro “Mastering the art of French Cooking”, scritto da Julia Child.

SAPORI E DISSAPORI (2007) = Kate Armstrong (il premio Oscar® Catherine Zeta-Jones) è una rinomata chef si occupa della cucina di un ristorante alla moda di Manhattan. La natura perfezionista di Kate è messa alla prova quando ‘eredita’ una nipotina di 9 anni, Zoe (Abigail Breslin) e nel frattempo è impegnata a litigare con il nuovo sottocuoco che è entrato nello staff. Energico e indipendente, Nick Palmer (Aaron Eckhart) non potrebbe essere più diverso da Kate, eppure l’alchimia tra di loro è innegabile. La rivalità diventa amore, ma Kate deve imparare a esprimersi oltre i confini della sua cucina se vuole creare una relazione con Zoe e trovare la felicità con Nick.


FUORI MENU (2009) = Maxi crede che la sua vita sia perfetta: è un cuoco di prestigio, proprietario di un ristorante di moda nel quartiere gay di Madrid e vive la sua omosessualità senza complessi. Tuttavia, la comparsa dei suoi figli, frutto di un precedente matrimonio di facciata, e di un nuovo vicino di casa, un ex calciatore argentino molto attraente, scombussoleranno la sua vita e lo costringeranno a ribaltare la sua scala di valori…


curiosità:cucina romana ebraica

febbraio 15, 2011

La cucina ebraica a Roma è molto presente, non solo nell’ambito delle famiglie, ma anche in quello dei ristoranti, delle trattorie, con negozi specifici di antica data. Segni evidenti della millenaria presenza ebraica in Roma rimangono in certi piatti della cucina romana, arricchita dai notevoli apporti delle tradizioni orientali, importate dai mercanti e dagli artigiani ebrei sin dal x secolo
Tra i piatti più conosciuti della cucina giudaica-romanesca rientrano: i carciofi alla giudia,lo stracotto di manzo, la concia di zucchine e gli aliciotti con l’indivia (sono ricette che ormai si ritengono tipicamente romane, ma partono dalla cucina ebraica).La cucina ebraica è la più antica d’italia; infatti il ghetto ebraico è tra i ghetti più antichi del mondo risale al 1555 ed è quella che più di tutte si è mantenuta fedele a quella elaborata nel ghetto grazie alle donne. Nella storia della cucina italiana gli Ebrei sono fondatori della tradizione romana del cosiddetto “Quinto Quarto”,altrimenti le frattaglie: cervelli, trippe, milza e fegato è il pilastro della cucina romanesca.La cucina romana si rifà alla tradizione ebraica,cucina molto semplice che prevede l’aggiunta di uvetta, pinoli, cannella e chiodi di garofano in alcune preparazioni. In collaborazione con Astrambiente

alcune RICETTE:

CARCIOFI ALLA GIUDIA

ingredienti
12 carciofi
il succo di due limoni
2 bicchieri abbondanti d’olio
sale pepe q. b.

preparazione
togliere le foglie più dure ai carciofi e lasciare il gambo di una lunghezza di circa 3 cm raschiarlo con un coltello dal basso verso l’alto. Metterli a bagno in acqua fresca con succo di limone per non farli annerire. Sgocciolarli bene, allargarli leggermente e condirli con sale e pepe. Far scaldare l’olio in una casseruola, porvi i carciofi con il gambo in alto. Cuocere per mezz’ora circa. Sgocciolarli dall’olio di cottura e servire caldissimi.

BOCCA DI DAMA

ingredienti
4 uova intere e 8 tuorli, 100 gr. di farina, 270 di zucchero, 200 gr. di mandorle, raschiatura di limone

preparazione
Sbollentare e spellare le mandorle, pestarle nel mortaio. Lasciarle asciugare, spruzzarle con un po’ di farina e rimestarle. Battere le uova con lo zucchero a lungo con la frusta, aggiungere le mandorle e lavorare il composto per circa 20 minuti; poi mettere la raschiatura di limone e versare la farina rimestando con delicatezza. Ungere abbondantemente di olio una teglia che contenga il preparato fino ai 3/4 perché cuocendo in forno medio aumenterà di volume. Sfornare e spolverizzare di zucchero.

SCALOPPINE ALLA LATTUGA

ingredienti
500 gr. di fettine magre di vitella, 60 gr. di grasso di vitella, 1 grossa pianta di lattuga, farina, olio, sale, pepe

preparazione
Battere bene la carne ed infarinarla; metterla in padella e farla cuocere a fuoco vivo, mettere sale e pepe. Disporre metà delle fettine in una teglia oleata, coprirle di lattuga ben lavata; di nuovo adagiare l’altra metà delle fettine e coprire con le altre foglie di lattuga. Versare sopra l’olio, un po’ di grasso di vitella ed infornare.
BIANCO MANGI

ingredienti
1 kg. di farina, 100 gr. di burro, 5 cucchiai di olio, 500 gr. di mandorle, 350 gr. di zucchero, 3 uova, 100 gr. di cedro candito,cannella, buccia di limone grattata, olio

preparazione
Fare una pasta molto sottile con farina, due bicchieri di acqua tiepida, burro (o grasso d’oca) e l’olio. Formare una sfoglia molto grande, ungerla di olio, ripiegarla e di nuovo ungerla e ripiegarla fino ad ottenere quattro strati. Tagliare tanti quadrati di circa 12 cm, smussarli agli angoli, metterci al centro un po’ di ripieno (mandorle, zucchero, uova, cedro, cannella, raschiatura di limone). prendere delicatamente due lati al centro, unirli e chiudere il resto stringendo la pasta con le dita. Friggere in olio bollente, scolare e spolverizzare di zucchero.


GUIDE GASTRONOMICHE

febbraio 15, 2011

Vi sono varie guide gastronomiche che si possono trovane qualsiasi libreria, Gambero rosso, L’espresso, Michelin. Esiste inoltre una guida delle guide che riflette le linee di  tendenze della loro evoluzione.

Il gambero rosso

Da più di 20 anni esiste in Italia una guida gastronomica chiamata Gambero rosso , dove è possibile identificare una vasta gamma dei migliori ristoranti di Roma.
Il gambero rosso contribuisce all’affermazione e alla valorizzazione dei prodotti e dei luoghi di eccellenza del nostro paese.
Infatti, il Gambero rosso offre successo e garanzia ai turisti del gusto, e ai consumatori curiosi.

Il Gambero rosso è  anche un attività di formazione amatoriale, professionale e manageriale, oltre ad esercitare ed organizzare grandi degustazioni ed eventi.

Numerosi corsi sono organizzati, per ogni categorie di persone.