le fraschette romane

aprile 2, 2011


Con il termine frashette è soliti indicare un particolare tipo di osteria la cui diffusione è limitata principalmente alla zona dei Castelli romani nella regione Lazio.
hanno un’origine antichissima, sicuramente medioevale, ma che in altre forme addirittura all’ antica Roma.Le origini della denominazione “fraschetta” sono riconducibili all’antico borgo di Frascata (l’odierna Frascati), chiamato così poiché in epoca medioevale i boscaioli dell’allora Tusculum erano soliti costruire e vivere in capanne di frasche.
L’arredamento di questi locali era all’insegna della semplicità: Le botti di vino dominavano l’ambiente, solitamente disposte su un lato, mentre a beneficio dei clienti vi erano panche come sedili e tavolacci arrabattati, sparsi nella stanza. Solo in epoca moderna all’interno delle fraschette stesse è possibile acquistare generi alimentari e quindi effettuare un pasto completo.Di particolare tipicità e di rilevante diffusione è la “Romanella”, un vino rosso leggermente frizzante e beverino.

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febbraio 16, 2011

febbraio 16, 2011

LE RICETTE DI ROMA

febbraio 15, 2011

Attraverso le diverse tradizioni gastronomiche, possiamo esplorare la realtà di un territorio e la vita dei suoi abitanti. La cucina infatti, con i suoi ingredienti ed i suoi molteplici sapori, rappresenta un vero e proprio linguaggio attraverso il quale si arriva alla reale conoscenza dei diversi popoli.
Spetta infatti alla cucina il compito straordinario di conservare la memoria di incontri, conquiste e dominazioni attraverso piatti tramandati e rivisitati nel tempo.
È curioso vedere come uno stesso ingrediente può trasformarsi in mille e più ricette e come queste abbiano trovato una loro evoluzione naturale attraverso i secoli, ma anche attraverso la rivisitazione delle diverse realtà sociali.
Oggi come allora possiamo dire quindi che il comune denominatore delle tavole, povere o ricche che siano, è la ricerca del gusto oltre che la soddisfazione delle pance.
I grandi passi fatti dalla tecnologia non hanno però cancellato l’esigenza di mantenere intatte quelle che sono le peculiarità delle tradizioni gastronomiche. Tradizioni che ancor oggi fanno da padrone in cucina e che ci permettono di preparare, seppur con ingredienti a volte modificati dalla natura stessa, le stesse ricette che venivano preparate dai nostri avi. Grande importanza ed attenzione si presta infatti ai ricettari ereditati dalle nostre nonne che richiamano oltre che al valore affettivo, anche dei piccoli stralci di storia e tradizioni popolari tipiche dei paesi di origine.

Ad esempio la cucina laziale è rappresentata in gran parte da quella romana nella quale sono convogliate tutte le specialità delle tradizioni culinarie della regione divenendo così un ricco e saporoso riassunto di una gastronomia varia nella quale compaiono apporti di zone confinanti e di altre comunità prima fra tutte quella ebraica che ha lontane radici storiche.

Una cucina che in Roma ha difeso dall’ingerenza delle mode e del turismo – meglio di quanto sia avvenuto in altre zone laziali e in altre regioni italiane – la propria genuinità; a Roma infatti si rispetta il passato, lo si tiene in vita – seppure ovviamente arricchendo e personalizzando tale eredità – perpetuando la schiettezza e la gustosa semplicità di una cucina di estrazione popolare.

La cucina romana può vantare dei piatti molto semplici ed altri più elaborati ma tutte le ricette possono essere realizzate in casa con un po’ di buona volontà, passione ed amore per i buoni sapori della tradizione italiana.

Facciamo un esempio delle più tipiche ricette romane che hanno alle spalle anni e anni di tradizione e che ancora oggi sono ancora sulle nostre tavole.

I Bucatini all’Amatriciana sono uno dei piatti più popolari della cucina romana. Si tratta di un primo a base di pomodoro, guanciale e pecorino e peperoncino. Si tratta di un piatto molto semplice ma che crea il giusto equilibrio tra sazietà e gusto.

 Ora vi proponiamo un altro piatto tipico romano, questa volta si tratta di un secondo, cioè il Saltimbocca alla Romana. È un piatto a base di carne di vitello con prosciutto crudo e salvia cotto nel burro e vino bianco.

 

Questi sono solo due esempi di piatti tipici romani, ma ovviamente ce ne sono molti altri come ad esempio la Gricia, ovvero l’amatriciana in bianco, gli gnocchi di patate che sono un piatto tipico del giovedi, l’abbacchio cosiddetto alla “scottadito” pezzi di abbacchio cotti con l’osso, dal cui nome è facile ricavare il modo di doverlo mangiare: con le dita e, quindi, scottandosi.

Insomma tutti piatti a base di semplici ingredienti che oggi è possibile gustare nelle tradizionali trattorie molto spartane ma accoglienti che sono sparse in giro per la città, all’nterno delle quali è possibile rivivere anche solo per poche ore tutta l’atmosfera della Roma di una volta.